2025 e dobbiamo ancora raccontare l’enorme disparità tra occupazione maschile e femminile
“Donne non si nasce, si diventa”, la frase di Simone De Beauvoir sta a significare che essere donna è un processo storico, di civiltà, culturale

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Il mese scorso abbiamo celebrato la festa della donna e c’è stato un seminario interessante del CNEL, dal titolo “il lavoro delle donne tra ostacoli e opportunità”, dal quale emerge il continuo divario tra uomini e donne occupati, sul divario di stipendi, su opportunità di carriera.
L’Italia sotto la media europea sul lavoro delle donne
Il primo punto pone l’attenzione sul persistente gap del tasso di occupazione femminile in Italia che risulta inferiore di 12,6 punti rispetto alla media dei paesi UE e peggio ancora, risulta essere il valore più basso nei 27 paesi UE. Altro divario preoccupante riguarda la territorialità; mentre le regioni del nord e del centro (ad esclusione del Lazio) hanno raggiunto l’obiettivo di Lisbona del 2010, le regioni del sud Italia sono ancora lontane da quel 60% di occupate che dettava la strategia UE.
Sempre seguendo i dati del rapporto CNEL- ISTAT presentati durante il seminario, si è parlato della vulnerabilità delle lavoro delle donne e il rapporto evidenzia che 7 uomini su 10 hanno un lavoro stabile a tempo indeterminato, mentre tra le donne, solo la metà può contare su un lavoro stabile. Un quarto delle donne presenta elementi di vulnerabilità (tempo determinato, part time ecc…) mentre solo il 13,8% degli uomini è in questa condizione.
Aumentano le coppie che lavorano
Un dato positivo è l’aumento delle coppie paritarie, dove entrambi lavorano e hanno un reddito simile. Due stipendi in famiglia sono un volano per l’economia: c’è maggior benessere, più consumi e più servizi da attivare per conciliare le aspettative della coppia. I carichi di lavoro purtroppo sono ancora poco equi, le donne dedicano molto più tempo al lavoro di cura rispetto al partner e continuano a fare doppio lavoro dentro e fuori casa. Il lavoro domestico è un lavoro a tutti gli effetti ma non è mai stato considerato alla pari del lavoro fuori casa.
Quindi oggi le donne, se da una parte si sono emancipate e molte di loro sono finalmente uscite da casa, non sono soddisfatte del peso di responsabilità che ancora grava principalmente su di loro in particolare con la nascita di un figlio. Oggi la maternità è sempre più realizzabile in età matura e questo fenomeno si scontra con l’impossibilità di aiuto dei nonni, grande fattore di sostegno e risparmio, i quali ormai troppo anziani hanno loro stessi bisogno di cura.
L’aiuto dell’asilo nido
E’ chiaro quindi che solo l’asilo nido può venire in aiuto alle giovani coppie. Asili nido con personale specializzato, a costi calmierati e diffusi su tutto il territorio nazionale. Infine, tornando al seminario del CNEL si evidenzia la permanenza del soffitto di cristallo sia nella politica che nelle aziende. Le nostre parlamentari sono oggi il 33,6%; le elette nei consigli regionali sono il 24% e solo il 28,8 delle imprese è a conduzione femminile.
Donne non si nasce, si diventa, questa frase famosa di Simone De Beauvoir sta a significare che essere donna è un processo storico, di civiltà, culturale dove le donne fin dal 1700 hanno lottato per far valere i loro diritti e sono uscite con prepotenza dal guscio protetto del focolare domestico.
il libro “Donne col rossetto”
I temi trattati in questo articolo saranno oggetto del mio nuovo libro “Donne col rossetto” in uscita nel mese di maggio. Un percorso di conoscenza per le giovani generazioni convinte che tutto è sempre stato come lo vedono oggi, e non hanno coscienza delle grandi battaglie e delle sofferenze per la conquista dei diritti portate avanti per secoli dalle donne.