I turisti hanno già prenotato per la CAPRI ROMANA | Solo nel Lazio trovi questo spettacolo a cielo aperto

Grotta - Fonte Instagram @chris_santu - Romait.it
Non devi andare a Capri per trascorrere delle giornate piacevoli. Esiste una località altrettanto bella non molto distante dalla capitale italiana.
Capri è una delle medie turistiche più amate in assoluto del mondo intero. Basta pensare che degli attori hollywoodiani si recano spesso lì per trascorrere delle meritate vacanze.
La costa è frastagliata con tante grotte e cale che si alternano a ripide scogliere. Una delle grotte più famose è quella Azzurra e sono celebri anche i Faraglioni, ovvero tre piccoli salotti rocciosi a poca distanza dalla riva.
Ha un’apertura parzialmente sommersa dal mare e questo fa sì che la luce esterna filtri creando l’intenso della tonalità del colore blu. Non ci crederai, ma anche nei pressi di Roma è possibile ammirare una simile bellezza naturale.
Il comune in questione ospita 1265 abitanti della provincia di Frosinone ed è caratterizzato da un paesaggio che ha antichissime origini. Si estende dal Monte Cimate fino ad arrivare al Monte. Al Nord c’è un territorio montuoso mentre al Sud c’è un andamento collinare.
Un luogo immerso nella natura poco distante da Roma
Pare che abbia origini volsche, anche se il nome deriverebbe dalla parola latina “pastinare”, vale a dire “rivoltare la terra per renderla coltivabile”. Tra i luoghi di interesse c’è sicuramente il Museo della Civiltà Contadina e dell’Ulivo, dove ci sono le testimonianze materiali della vita contadina del posto. Il museo ha la sede in un vecchio frantoio proprio per mettere in contatto le persone con questa realtà.
Per gli amanti della natura e della storia è possibile creare perfetto connubio grazie a una delle bellezze paesaggistiche più famose di questo comune. Si sta parlando di Pastena, apprezzato per la grandiosa grotta carsica di San Cataldo o del pertuso. In realtà tutti la conoscono come la Grotta di Pastena.
Splendide grotte ricche di flora e fauna
Sono delle cavità scoperte dal barone Carlo Franchetti nel 1926. Attraverso una minuziosa esplorazione sono venuti alla luce del sole tanti reperti archeologici che risalgono non solo al Neolitico, ma anche all’Età del Bronzo. Parte di questo materiale è stato portato presso l’Università di Perugia e sono ancora sotto osservazione per ricavare qualche informazione in più.
Per esempio è stato ritrovato un pugnale in bronzo nel fondo di uno dei laghetti che si trovano all’interno delle grotte. Probabilmente sarà appartenuto a una figura maschile importante. Al loro interno è presente una sorta di ecosistema caratterizzato da libellule, farfalle e lucertole. Per quanto riguarda la flora, dominano l’ambiente il muschio e le alghe. Vale davvero la pena visitarle.