Marina Berlusconi, il pendolo e il trinariciutismo democratico
Per il Presidente di Fininvest, gli eccessi degli estremismi portano a cercare risposte in altri estremismi: ma il popolo oscilla soprattutto perché non si fida più di un sistema che ne ignora la volontà

Marina Berlusconi (© Giacomo Scateni / Wikimedia Commons)
Marina Berlusconi, numero uno di Fininvest nonché primogenita del Cav, recentemente ha rilasciato al Foglio un’intervista a tutto campo. Nella quale, tra l’altro, ha espresso quella che è stata prontamente battezzata “teoria del pendolo” per interpretare il trend politico-culturale filo-nazionalista ormai consolidatosi in tutto il mondo. Un’ipotesi senza dubbio interessante, che però a nostro avviso coglie solo parzialmente il nocciolo della questione.

La “teoria del pendolo” di Marina Berlusconi
«Sembra che il modo di pensare occidentale sia ormai condannato a oscillare come un pendolo tra convinzioni sempre più estreme». Così parlò Marina Berlusconi, spiegando che «abbiamo vissuto una lunga stagione di esagerazioni progressiste, oggi veniamo trascinati verso eccessi altrettanto radicali in senso opposto».
In effetti, pare che un po’ ovunque ci si stia svegliando da un woke che forse ha finalmente fatto il suo tempo. Ed è probabilmente vero che l’avanzata globale degli schieramenti sovranisti sia, almeno in parte, una reazione uguale e contraria alla sbornia politically correct. Che magari in più di qualcuno aveva inizialmente ingenerato indifferenza, ormai però tramutatasi, come notava lo scrittore transalpino Michel Houellebecq, in pura insofferenza.

Tuttavia, l’analisi dell’erede di Silvio Berlusconi ha la pecca (comunque fin troppo diffusa) di non approfondire le cause profonde di questa virata a destra. La cui culla è il Vecchio Continente, dove i popoli non si fidano più di un sistema che ne disattende costantemente e sprezzantemente le indicazioni.

L’ultimo esempio in tal senso viene dalla Germania, chiamata a rinnovare il Bundestag lo scorso fine settimana. La tornata ha premiato l’AfD e punito l’SPD del Cancelliere uscente Olaf Scholz, che però dovrebbe comunque costruire una Grosse Koalition con la CDU.
Il “trinariciutismo democratico”
In principio, tuttavia, era stata la Spagna, dove dal novembre 2023 l’esecutivo del socialista Pedro Sánchez è appoggiato dalle formazioni giunte seconda e terza alle Elezioni generali. Un po’ come in Francia, il cui Presidente Emmanuel Macron ha escluso dal Governo Rassemblement National e Nouveau Front Populaire, rispettivamente primo per consensi e per seggi. In mezzo c’era stata l’Europa che, nonostante il boom conservatore, ha riconfermato Ursula von der Leyen alla guida della Commissione Ue, col supporto della stessa maggioranza URSSula.

Sia chiaro che tutte queste manovre di palazzo hanno seguito dinamiche costituzionali del tutto regolari: solo che non necessariamente ciò che è legittimo è anche moralmente lecito. E “rubare” un voto è il modo migliore per garantirsi che le forze anti-sistema guadagnino sempre più terreno.

Lo prova inconfutabilmente l’affaire delle Presidenziali della Romania, pretestuosamente cancellate dalla locale Corte Costituzionale dopo l’inattesa vittoria al primo turno del candidato anti-establishment Călin Georgescu. Che ora, come rileva Romania Insider, è accreditato dai sondaggi del 37-38%, quasi il doppio rispetto al risultato ottenuto nel novembre 2024. E guardacaso, come da previsioni, è appena stato “provvidenzialmente” arrestato (e rilasciato dopo cinque ore di interrogatorio), scatenando una nuova ondata di furiose proteste nel Paese balcanico.

Questi episodi evidenziano anche il limite intrinseco dell’approccio del Presidente di Mondadori, che muove dal presupposto pseudo-dogmatico che «l’Occidente» sia «il migliore dei mondi possibili». Una sorta di “trinariciutismo democratico”, in analogia con Giovannino Guareschi, secondo cui la terza narice serviva ai comunisti per spingere le direttive del partito direttamente nel cervello. Ed è difficile biasimare chi, trovandosi tra due fuochi, tenta l’opzione Foucault.





