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Roma, la Capitale smart: attivato il 5G in metropolitana, ecco dove

Il progetto “Roma 5G” abiliterà servizi digitali avanzati e prevede interventi anche su scala cittadina, dal Wi-Fi pubblico alla sicurezza

Un vagone dlella metropolitana di Roma

Metropolitana di Roma

È partito da nove stazioni della linea A il piano “Roma 5G”, il progetto che segna l’ingresso della Capitale in una nuova fase della sua trasformazione digitale. Da oggi, i passeggeri potranno connettersi in 4G e 5G con qualunque operatore mobile, grazie a un’infrastruttura che si estende già per sette chilometri e si prepara ad abbracciare tutta la rete sotterranea romana entro il 2026. Il servizio, ad oggi, è attivo in stazioni quotidianamente affollate come Vittorio Emanuele, Termini, Repubblica o Spagna.

“Roma 5G”, in cosa consiste il progetto

Il progetto è opera di Smart City Roma S.p.A., una società controllata da INWIT, che ha avviato questa prima attivazione nelle stazioni che saranno pregne di turisti durante l’Anno Santo: non solo le banchine, ma anche i tunnel tra una stazione e l’altra sono ora raggiunti da una rete stabile, veloce e multi-operatore, accessibile a turisti, cittadini, pellegrini, studenti e lavoratori in movimento.

L’infrastruttura, realizzata con la tecnologia DAS (Distributed Antenna System), garantisce uniformità e potenza di segnale anche in ambienti chiusi e complessi come le metropolitane. Questo sistema permette a tutti gli operatori – Fastweb-Vodafone, iliad, TIM e WINDTRE – di condividere la stessa architettura, evitando la duplicazione di impianti e migliorando al tempo stesso l’efficienza energetica.

Dietro le quinte, il cuore tecnologico dell’operazione batte nella Sala apparati radio (BTS Hotel) della stazione di Piazza Vittorio Emanuele, una delle più avanzate d’Europa nel suo genere. È qui che avviene il coordinamento in tempo reale del traffico voce e dati. Una cabina di regia necessaria per un’infrastruttura che, alla fine del percorso, conterà oltre 3.000 antenne, 1.170 unità remote e 250 km di fibra ottica, distribuiti su 61 km di rete metropolitana.

5G, progressi anche nel monitoraggio flussi e sicurezza

Il cronoprogramma è serrato. La copertura completa della linea A è prevista entro giugno 2025, quella della linea B entro fine anno. La linea C, la più recente, entrerà nel network entro giugno 2026. Il Giubileo ha evidentemente accelerato un processo che in molti altri contesti urbani europei ha richiesto tempi più lunghi: Roma ha deciso di sfruttare l’occasione per investire in un’infrastruttura che resterà al servizio della città ben oltre l’evento religioso.

Inoltre, è da ricordare che il 5G nei trasporti pubblici non è solo un miglioramento per la fruizione personale di dispositivi mobili: è un abilitatore per servizi digitali avanzati, per il monitoraggio in tempo reale dei flussi, per l’integrazione con i sistemi di sicurezza e gestione urbana.

Oltre all’estensione nelle metro, il progetto “Roma 5G” prevede interventi anche su scala cittadina: 100 piazze saranno coperte da Wi-Fi pubblico, 2.000 telecamere e 1.800 sensori IoT verranno installati per supportare sicurezza, mobilità e sostenibilità ambientale. In tutto questo, l’amministrazione comunale ha scelto la logica della neutralità infrastrutturale: un’unica rete, condivisa tra più operatori, per ridurre l’impatto ambientale e garantire un servizio omogeneo.