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Zelensky apre a nuove Presidenziali in Ucraina: un passo verso la pace?

Il leader di Kiev, il cui mandato è scaduto da un anno, ipotizza il voto in estate, probabilmente a luglio: al netto delle smentite di prammatica, un nuovo Governo risolverebbe qualsiasi dubbio di legittimità

Volodymyr Zelensky

Volodymyr Zelensky (immagine dalla sua pagina Facebook)

Volodymyr Zelensky ha (finalmente) aperto alla possibilità di tenere le nuove Presidenziali in Ucraina, che d’altronde avrebbero dovuto aver luogo entro il 31 marzo 2024. Lo riporta The Economist, secondo cui la tornata elettorale, da sempre avversata dalle autorità locali, potrebbe essere pianificata per la prossima estate. Una circostanza che costituirebbe un passo importantissimo verso l’obiettivo di far tacere le armi.

Volodymyr Zelensky
Volodymyr Zelensky (immagine dalla sua pagina Facebook)

Zelensky apre a nuove Presidenziali in Ucraina?

Fonti governative, scrive l’AGI, sussurrano di una riunione in cui il leader di Kiev avrebbe dato istruzioni di iniziare a predisporre il ritorno alle urne. Il processo partirebbe in seguito a un cessate il fuoco completo, che il Presidente americano Donald Trump gradirebbe annunciare il 20 aprile, domenica di Pasqua. Seguirebbero due, o forse tre mesi di campagna elettorale, prima della consultazione da svolgersi, probabilmente, a inizio luglio.

Donald Trump
Donald Trump (immagine dalla sua pagina Facebook)

Questi rumours sono stati smentiti, come rileva Kyiv Post, da David Arakhamia, capogruppo del partito presidenziale presso la Camera unica gialloblù. Tuttavia, per capirne di più occorrerà aspettare il 5 maggio, termine ultimo perché la Verkhovna Rada possa prorogare la legge marziale. Che scade tre giorni dopo, e il cui annullamento è un prerequisito essenziale per avviare l’organizzazione delle elezioni.

David Arakhamia, capogruppo del partito di Volodymyr Zelensky)
David Arakhamia (© President Of Ukraine / Wikimedia Commons)

Come mai l’ex comico abbia cambiato idea, se è questo il caso, non è chiaro, ma potrebbe entrarci, ipotizza La Repubblica, la sua voglia di secondo mandato. Le rilevazioni statistiche, infatti, indicano come la sua popolarità, da tempo in crollo verticale, sia apparentemente tornata a salire dopo lo scontro alla Casa Bianca col tycoon.

Un passo verso la pace

Tuttavia, i sondaggi relativi alle intenzioni di voto, pubblicati dall’istituto locale SOCIS, sono assai più impietosi per il Nostro. Dato largamente sconfitto all’eventuale ballottaggio contro il generale Valery Zaluzhny, ex capo dell’esercito che la vulgata vuole essere il “candidato degli Usa”. E che, en passant, venne silurato poco più di un anno fa proprio perché, ricorda il Corsera, al Manovratore non piace essere disturbato.

Un’altra spiegazione plausibile è che l’attuale inquilino di Palazzo Mariinskij (il Quirinale kievita) abbia improvvisamente avuto un’euro-epifania. Ovvero che, dopo aver frignato per settimane alla ricerca di improbabili partner comunitari, abbia capito che questi mettono il massimo dell’impegno nell’inventare nomi ridicoli, stile “volenterosi”. E che le loro iniziative non solo non avvicinano la fine della guerra di una virgola, ma rischiano addirittura di ostacolarla.

Vignetta di Beppe Fantin su Volodymyr Zelensky
Vignetta di Beppe Fantin su Volodymyr Zelensky (immagine dalla pagina Facebook di Nicola Porro)

D’altro canto, la Russia non ha mai fatto mistero di nutrire forti perplessità sulla legittimità dei vertici ucraini. Non solo, infatti, Zelensky, sarebbe dovuto decadere il 20 maggio 2024, ma nell’agosto successivo, come puntualizza l’Adnkronos, sarebbe stato il turno anche del Parlamento.

Vladimir Putin
Vladimir Putin (© Kremlin.ru / Wikimedia Commons)

Naturalmente, questi dubbi verrebbero dissipati nel momento in cui entrasse in carica un Governo unanimemente riconosciuto, i cui atti sarebbero incontestabilmente regolari. Non a caso, come riferisce Il Sole 24 Ore, questo è pure l’auspicio del numero uno del Cremlino Vladimir Putin. E magari non sarà la più allettante delle prospettive, ma al momento è quella più concreta: Give Peace a Chance, avrebbe cantato John Lennon.